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Sala 4/ Tra la fine della Preistoria e l’età romana

Durante il Neolitico, che va dal VI-IV millennio a.C., l’uomo inizia a coltivare la terra e ad allevare gli animali, a levigare la pietra, a modellare la ceramica, a costruire villaggi.

Nel Salento sia all’interno che lungo la costa della penisola salentina sorgono villaggi costituiti da piccoli nuclei di capanne. L’agricoltura si basa principalmente sulla coltivazione di cereali e leguminose, mentre bovini, caprovini e suini sono gli animali allevati. Nel territorio di Supersano, in Località La Falconierasono state individuate tracce di un abitato con capanne del Neolitico finale. Dopo la Preistoria, sembrano insediarsi piccoli nuclei di capanne affiancate da spazi destinati all’agricoltura e all’allevamento.I resti di una abitazione di questi tipo, databile alla seconda metà del VI secolo a.C., sono stati portati alla luce in località Masseria Scorpo, mentre altri nuclei abitativi riferibili alla successiva età ellenistica (IV – III secolo a.C.) sono stati identificati nelle località Falconiera e Specchia Torricella. Dopo la conquista romana del Salento, il territorio non sembra mutare la sua vocazione rurale, anche se non sono state riconosciute tracce di centuriazione, ovvero la tipica suddivisione agraria romana in aree quadrangolari. Questo fenomeno è imputabile alla presenza del bosco, che impediva uno sfruttamento agricolo estensivo.

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