• Home
  • Il Museo
  • Sala 7/ Lo sviluppo di Supersano

Sala 7/ Lo sviluppo di Supersano

Nei documenti del Cinquecento, Supersano è indicata come Terra, un abitato a pianta regolare protetto da mura e castello e con al centro la chiesa parrocchiale intitolata a San Michele Arcangelo. Abbattute le mura, trasformato il castello in palazzo ed interrato il fossato a metà Ottocento, l’abitato comincia ad espandersi, assumendo negli anni il volto attuale caratterizzato da casette basse e colorate, con qualche elegante edificio privato di dimensioni maggiori, quali villa Manfredi e palazzo De Vitis. Come nel resto del Salento, il territorio di Supersano in età moderna è segnato da masserie, centri di organizzazione delle attività agricole legate soprattutto alla coltura degli olivi, dei cereali e alla pastorizia. Molte di esse erano parte integrante del Bosco di Belvedere, altre si trovavano ai margini della selva, comunque, in stretto rapporto con l’immensa risorsa che l’area boschiva rappresentava.

Nella sala viene anche descritta la Cripta della Madonna di Coelimanna. Vi si possono ammirare alcuni splendidi affreschi, i più antichi dei quali sono stati realizzati tra la fine dell’XI secolo e i primi decenni del secolo successivo.

Lingua Offcanvas